imm (1)Hans Christian Andersen sin da bambino non ha una vita facile. Nipote di un nonno ricoverato in manicomio, figlio di padre sconosciuto con una madre che ha avuto una figlia da un altro uomo, irriso per il suo fisico disarmonico e il suo canto da voce bianca, colui che diventerà uno dei più apprezzati scrittori del mondo cova numerosi sensi di frustrazione. Li porterà nel proprio intimo anche in età adulta quando non gli mancherà l’apprezzamento dei potenti di Danimarca ma anche l’attenzione della censura politica. Una coproduzione internazionale, che vede la Russia in primo piano, ha dato origine a questo biopic che ricostruisce le vicende della vita del grande autore danese cercando di conservare un difficile equilibrio tra ricostruzione storica e fiaba. Con, in più, alcuni inserti musicali che lasciano perplessi fondamentalmente per due motivi. Uno legato alla struttura narrativa: il film avrebbe potuto durare quei venti minuti di meno che lo avrebbero ricondotto a una durata standard senza per questo perdere nulla della propria efficacia. Il secondo più ‘italiano: il doppiaggio già ci propone dei danesi che parlano italiano (convenzione ormai del tutto metabolizzata) ma se poi questi cantano in russo un certo effetto di straniamento si viene inevitabilmente a creare. Per quanto riguarda poi il ritratto di Andersen che emerge dal film è facile derivarne l’immagine di un uomo che ha trasferito nelle sue opere di fantasia buona parte delle proprie angosce esistenziali. In esse all’epoca si poteva leggere un senso di rivolta non solo nei confronti dell’incomprensione da parte delle persone ma anche un’opposizione ad alcune cecità del mondo politico. C’è però un costante squilibrio che mina dall’interno la riuscita completa di un film peraltro interessante. Hans Christian viene a tratti descritto come una personalità complessa e a tratti come un grottesco e sgraziato burattino. L’inserimento della sua personalità nella messa in scena di alcune sue opere potrebbe favorire la comprensione dell’idea di base che sottende l’assimilazione tra l’autore e alcuni suoi personaggi ma, verso la fine del film, il volerne proiettare l’assunto in un’ipotetica fiaba in flash forward che ne proietta l’azione nella Danimarca sotto l’occupazione nazista è davvero eccessivo. Sarebbe stata ottima materia per un cortometraggio ma, nel contesto di quest’opera, non è altro che un’ulteriore dissonanza. Fonte Trama

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Versione: DVDRip – Qualità: A.10 – V.10

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Andersen – Una vita senza amore in Streaming ITA