Nonostante quello che possa pensare di se stesso, Will Burton è un ragazzo fortunato. Vessato, preso in giro e schifato come tutti i ragazzi introversi e sfigati dotati di un mondo interiore articolato e complesso, la sua vita cambia quando si trasferisce assieme a sua madre in un’altra città. La nuova scuola non solo gli offrirà ben due ragazze con cui uscire che lo apprezzano davvero (una più carina dell’altra) ma anche la possibilità di dare sfogo alla sua grandissima passione per la musica. L’istituto in cui arriva infatti partecipa al Bandslam, l’annuale gara tra gruppi musicali delle principali scuole dello stato che mette in palio un contratto con un’etichetta.
Nonostante l’adattamento italiano del titolo e la presenza di Vanessa Hudgens lascino intendere qualche somiglianza con la serie degli High School Musical e la trama possa ricordare i diversi film sul ballo nelle scuole che contaminano i cinema negli ultimi anni, in realtà Bandslam appartiene a un’altra categoria. Innanzitutto perché non è un musical ma un film musicale, cioè un film dove la musica arriva quando ci sono dei gruppi a suonarla, e poi perché non si tratta di un ritratto caramelloso ed edulcorato del mondo giovanile ma un racconto di formazione che sa essere spietato e cinico quando serve.
Il grande punto di forza del film è infatti la scrittura ad opera dello stesso regista Todd Graff e tesa a smentire molti luoghi comuni prendendosi gioco del genere stesso (come nel divertentissimo scambio di battute sugli sgherri del Joker). Graff gioca con un dialogo epistolare a senso unico con David Bowie, a cui il protagonista regolarmente scrive lettere nelle quali si confida e racconta la sua vita, e riesce a forzare gli usuali momenti topici (il primo bacio, l’incomprensione, l’agnizione) contaminandoli con uno sguardo disincantanto molto più aderente alla realtà rispetto alla solita melassa che ci propinano film dalle trame simili.
Anche la struttura della storia è curiosa dato come si allontana dalla classica architettura hollywoodiana della commedia romantica. In Bandslam tutto si regge su un triangolo e non sul tipico gioco di coppia, Will stringe rapporti con due ragazze e sebbene solo con una possa aspirare a concludere qualcosa, lo stesso l’altra (più bella e più grande) spesso fa da controparte femminile negli alterchi e nelle riconciliazioni tipiche della commedia sentimentale. Tutto questo più un tono molto accattivante e divertito rendono il film migliore di quanto la cartellonistica, la pubblicità, i trailer e le immagini possano far pensare.
Dotato di molti riferimenti al rock classico, di battute e citazioni prese dal punk e più in generale dalla musica della fine degli anni ’70 (con Bowie ovviamente in cima), Bandslam non sembra una pellicola per teenagers ma più un’opera nostalgica che parla a un pubblico dai gusti musicali minimamente raffinati che non vuole vedere esaltata e decantata la propria condizione anagrafica ma gradisce di più una rievocazione in chiave non necessariamente positiva…
Versione: DvdRip – Qualità Video:9.7 – Audio:10

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