imm (6)Chi nasce tondo…non muore quadrato. È così per nonna Italia che, dopo una vita di furtarelli e gite in carcere, “evade” anche dall’ospizio per anziani, non senza aver ripulito la cassaforte della direzione. Il nipote Mario deve ritrovarla al più presto, ne vanno del suo imminente matrimonio con Flaminia e del suo posto di lavoro nella ditta di antifurti del futuro suocero; ma da solo non può farcela, ha bisogno dell’aiuto del cugino Righetto, cialtrone nullafacente che affitta a peso d’oro appartamenti occupati e fatiscenti. Insieme, i due seguiranno le tracce della nonna in un percorso a ritroso nella loro infanzia e in una Roma dal sapore antico, dove Padre Ignazio assolve i furti per fame e Anna Tre Culi insegna alle sue ragazze come divenire generose consolatrici sociali.
Protagonisti, prima che del film, della cultura romana giovanile, Valerio Mastandrea e Raffaele Vannoli sono assistiti – o forse guidati- da una schiera di grandi attori in piccoli ruoli, come Sandra Milo e Tiberio Murgia, rappresentanti della Roma “degli spiriti”, niente di meno che del cinema di Fellini e Totò. Per questo Chi nasce tondo… è un film piacevolmente corale, dove ognuno vuol dire la sua e, anche se parla romanesco stretto, sa farsi capire bene.
Nato da un progetto mirato a coinvolgere nella realizzazione di un film gli studenti dei licei romani, ha raggiunto uno statuto assolutamente autonomo e può vantare i pregi e l’orgoglio dell’indipendenza, per il calibro degli attori e per il mix di ricerca e arte di arrangiarsi, tanto in ambito stilistico (gli inserti in Super 8 come sottotraccia emotiva) che tecnologico (le riprese in digitale pensate per una proiezione in digitale, all’insegna del basso budget).
Modesto ma curato, colorito ma mai offensivo, nell’ottica di un neorealismo amaro, un poco disilluso e fuori tempo massimo, il film riesce a far grande, con la lente del cinema e dell’umanità di sguardo, la gente piccola e miserabile, e a ridere di ciò che solitamente la società nasconde sotto il tappeto.
Il regista Alessandro Valori, alla seconda prova nel lungometraggio dopo Radio West, passa dal dramma alla commedia che sdrammatizza, rimanendo fedele ad un’idea di regia che privilegia la cattura di ciò che accade sul set, ovvero del “momento”, sull’esercizio di stile o di grande richiamo. Definito da un attore coinvolto “un acquerello romano, anzi, una tempera a tinte forti della Roma che non c’è più”, Chi nasce tondo… è un componimento “malincomico” e grottesco, visitato, fortunatamente, dal buonumore e da un tocco di poesia vernacolare. Fonte Trama

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Versione: DVDRip – Qualità: A.10 – V.10

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