imm (1)Alla Mostra del Cinema di Venezia del 2009, George A. Romero ha presentato il film Survival of the Dead, il sesto di una personalissima saga sugli zombie che, iniziata nel 1968 con il fondamentale La notte dei morti viventi, ha cambiato per sempre il cinema horror. Sulla scia dell’interesse suscitato, esce finalmente anche in Italia il precedente film di Romero, Diary of the Dead, che ancora una volta racconta le vicende di un mondo devastato dal ritorno in vita dei morti.
Con l’aiuto della fidanzata Debra (Michelle Morgan) e di altri amici, Jason Creed (Josh Close) sta girando in un bosco gli esterni per un film horror universitario sotto la supervisione del suo professore, Andrew Maxwell (Scott Wentworth). Lì, il gruppo è raggiunto dalla notizia che i morti hanno ripreso a vivere e danno la caccia ai vivi, per divorarli. Senza una chiara visione delle cose, in un mondo che si è fatto improvvisamente caotico e ostile, i ragazzi e il professore saltano su un camper e si dirigono alle case delle proprie famiglie, alla ricerca futile di una normalità ormai perduta per sempre.
Dopo l’interessante La terra dei morti viventi, Romero riprende il tema degli zombie riportandolo alle origini, in una sorta di visione alternativa delle situazioni alla base de La notte dei morti viventi. In un curioso tentativo di “finto” cinéma vérité, il film è presentato come l’assemblaggio – compiuto da Debra – dei filmati con cui Jason ha cercato di raccontare la nuova realtà. Debra ha dato una forma minimale al suo montaggio, attribuendogli un titolo significativo: The Death of Death, la morte della morte. Così Romero affronta il tema principale del film: l’informazione, mostrando da un lato le manipolazioni dei media ufficiali e dall’altro la problematica democratizzazione e polverizzazione dell’informazione stessa ai tempi di internet, quando chiunque ha una videocamera per riprendere ciò che vede e un computer per trasmettere la propria testimonianza. Le informazioni false contro l’eccesso di informazioni.
Più che cercare angolature totalmente nuove, Romero si dedica quindi ad approfondire elementi già accennati (soprattutto ne La notte dei morti viventi e in Zombi). Ulteriore testimonianza polemica di come possa subitaneamente collassare una società che si regge sulle ingiustizie e su fragili equilibri, il film è un po’ condizionato dalla sua forma insolita che spinge Romero a un eccesso di verbosità e a qualche ripetizione, con diversi soliloqui a spiegare ciò che è già chiaro. Rimane comunque un’opera più che valida che testimonia la costante attualità del lavoro di Romero, capace di piazzare diverse sequenze molto riuscite anche a livello della creazione della suspense (il ritorno a casa di Debra su tutte) e di tratteggiare personaggi insoliti e azzeccati, come l’Amish sordo e intraprendente. Purtroppo la potenziale novità dello schema narrativo è stata danneggiata dal similare approccio coincidentalmente adottato dal contemporaneo Rec e dal di poco successivo Cloverfield, entrambi di maggior successo commerciale. Ma questo ritorno al cinema indipendente ha comunque aperto una nuova e promettente fase della carriera di Romero, un ritorno alle origini che sembra aver portato nuova linfa creativa. Fonte Trama

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Versione: DVDRip – Qualità: A.10 – V.10

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Diary of the Dead – Le cronache dei morti viventi in Streaming ITA