imm (18)Shawn MacArthur è un giovane ribelle che dall’Alabama arriva a New York senza un soldo in tasca né un progetto in testa. Si guadagna qualche spicciolo vendendo libri e merce contraffatta per le strade della città finché durante una rissa in pieno giorno viene notato da Harvey Boarden, imprenditore di piccoli giri legati al mercato nero e alle scommesse illegali, che lo inizia al mondo dei combattimenti clandestini e della lotta a mani nude.
Ricordate la scena di Guida per riconoscere i tuoi santi in cui Dito e Mike immaginano di volare sopra i sobborghi del Queens guardando fissi attraverso un puntino di una finestra del metro? Ebbene, passando dalla produzione indie a quella ad ampio budget, dal “minimalismo Sundance” al “dinamismo Mtv”, con la sua opera seconda Montiel ha realizzato quel desiderio. Laddove in Guida il suo sguardo stava ben piantato in mezzo agli edifici fatiscenti delle case popolari e costantemente all’altezza dei suoi abitanti, in Fighting è divenuto capace di proiettarsi nel cielo e guardare la città dall’alto verso il basso, finendo col dimenticare durante il passaggio la necessità di identificarsi empaticamente con quei personaggi condannati all’emarginazione sociale da una vita di quartiere.
Il cambiamento di direzione dello sguardo di Montiel è significativo non tanto perché costituisce l’ennesima dimostrazione del teorema della strada lastricata di oro e perdizione che conduce a Hollywood, ma perché nel passare da Astoria a Brooklyn per via aerea, il regista newyorkese pare aver perduto, oltre che la vicinanza con gli eventi raccontati, anche la propria abilità di narratore.
La costruzione di procede per archetipi narrativi così rigidi ed approssimativi da corrompere anche la fluidità della storia e la credibilità del suo protagonista. Tutto è costruito secondo una logica antica quanto la mitologia, dove però alla linearità del racconto si sostituisce una narrazione frammentata che intervalla quelle funzioni precostituite della “fiaba” con combattimenti coreografati al ritmo di hip hop e street beat. Channing Tatum ha la giusta fisicità per il ruolo ma, rimosso da quel contesto di disagio sociale che viveva attraverso il personaggio di Antonio in Guida, come Shawn diventa un personaggio poco espressivo e poco appassionante che, a dispetto dei pugni che è capace di sferrare, pare vivere con poche intenzioni e molte perplessità tutti quei pochi e prevedibili snodi narrativi del film, senza riuscire a trasmettere una pulsione che possa mai realmente essere interpretata come vendetta, ambizione o desiderio di riscatto sociale.
Destino non migliore tocca ai comprimari, incastrati in uno schematismo tanto riconoscibile quanto anelastico, potendo così limitarsi a muovere la storia del film senza farla mai evolvere in intensità. Nemmeno il truffatore di mezza tacca del bravo Terrence Howard riesce ad essere quel “santo” capace di redimere l’opera seconda di Dito Montiel ed elevarla dalla mediocrità del filone hip hop contemporaneo. Quel filone che vuole gli adolescenti di oggi tutti picchiatori o aspiranti ballerine. Tutti ribelli con una causa ma incapaci di spiegarci quale essa sia. Fonte Trama

Guarda il film completo – Parte 1°:

Guarda il film completo – Parte 2°:

Guarda il trailer:

Versione: DVDRip – Qualità: A.10  V.10

Streaming:
Nowvideo: Parte 1Parte 2
Videopremium: Parte 1Parte 2
RapidVideo

Download:
Nowdownload: Parte 1Parte 2

Fighting in Streaming ITA