Sedici episodi per raccontare e fotografare l’italiano contemporaneo e le ipocrisie della nazione ad ogni latitudine. A Roma un ragazzo di periferia ruba una carrozzella a un’invalida per entrare allo stadio mentre due camerieri impiegati in centro vaneggiano su capitali inesistenti e su un futuro impraticabile; a Milano un allibratore investe un pedone e “omette” di soccorrerlo; a Napoli un camorrista si “allarga”, ristrutturando casa e mettendo a tacere architetti e operai; a Firenze un portiere ottuso si oppone alla relazione omosessuale del figlio con un professore di grande appetito. (S)travolti dalla modernizzazione e dal mondo dei consumi, sei personaggi mostruosi vivono e sopravvivono in un Paese cinico e superficiale.
Se l’Italia industrializzata, investita dalla felicità del consumismo negli anni Sessanta, generò i mostri di Age e Scarpelli, la nazione del quarto governo Berlusconi produce mostri nuovi e consenzienti. Enrico Oldoini, buon esempio di “artigiano” (ieri), mestierante del film natalizio, della crassa risata e di confezioni rapide (oggi), prosegue l’esperienza del film a episodi, il prodotto strutturalmente più tipico della commedia all’italiana.
Dalla periferia coatta allo spazio metropolitano, I mostri oggi recupera la caricatura sociale e coniuga uno sguardo sulla società contemporanea con i modelli classici della commedia e i volti comici proposti dalla televisione (Bisio, Marcorè, Finocchiaro, Panariello).
Ma se gli episodi diretti da Risi, Scola e Monicelli costruivano un nuovo universo in grado di dialogare con la realtà, in uno scambio che rimandava dall’uno all’altra, quelli di Oldoini ricorrono a forme testuali già codificate, pre-esistenti, ovvero il cinema e la televisione. A mancare è la corrispondenza tra società e rappresentazione della società, tra lo smarrimento dei nostri tempi e la forma stessa della commedia, che non trova un corrispettivo formale e stilistico.
Oldoini e autori imitano, con intenzione comica e umoristica, le caratteristiche dei nobili mostri precedenti, manipolandone le convenzioni e ottenendo una soddisfazione comica tutt’altro che irrefrenabile. Il regista offre una lettura dei mostri al secondo grado, gli attori esibiscono un’interpretazione già esibita sul piccolo e grande schermo. Come la maggior parte degli interpreti dei Mostri Oggi, Tognazzi proveniva direttamente dall’avanspettacolo e dalla televisione eppure seppe separare inequivocabilmente la commedia vera dal comico tout court.
S’intenda, la commedia all’italiana non può fare a meno di assorbire il tessuto mediale che le sta intorno, dialogando con il teatro (e la televisione) d’intrattenimento o con la società dei consumi, ma gli interpreti in questione coabitano i due mondi, riducendosi a uno strano ibrido attoriale e dialettale: il milanese Bisio, il fiorentino Panariello, il napoletano Buccirosso e il vagamente pugliese ras Abatantuono.
Fino a quando il cinema italiano non si deciderà a fare i conti con la realtà sociale e a formalizzarla in una nuova arte del racconto, rimandiamo lo spettatore ai mostri in bianco e nero…
Versione: DvdRip – Qualità V:10 – A:10

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