Si può essere “morali” portando sullo schermo l’erotismo più estremo? Si può. Ce lo dimostra Tsai Ming-Liang con questo suo ultimo film.
In una Taiwan prosciugata da una calura improvvisa un ex venditore di orologi divenuto attore porno incontra una ex cliente che abita al piano sottostante l’appartamento in cui si girano i film. I due potrebbero e forse vorrebbero amarsi ma l’amore è impossibile per il regista taiwanese. Perché? Perché deve servirsi del corpo, un corpo che la pornografia non rende “vitale” come propaganda vorrebbe, ma riduce a carne morta, incapace di reazioni che non siano meccaniche. Se il termine surrealismo fosse ancora utilizzabile sarebbe questo il film per cui dovrebbe tornare a svolgere la propria funzione. Perché, come il Buñuel di Un chien andalou, Tsai Ming-Liang colpisce basso per poi passare ad inserti di finto musical (dal parapolitico all’esplicitamente erotico) in un film in cui i due personaggi principali hanno a disposizione una sola riga di dialogo (una domanda affidata a lei). Lo spiazzamento dello spettatore fa parte della dinamica narrativa. Una dinamica che prevede orgasmi che non possono contemplare la parola amore. L’ultimo di essi sarà un grido disperato accompagnato dal pianto. Il pianto, appunto, fatto della materia vitale primaria che scarseggia in questo film in cui si partoriscono e si masturbano cocomeri. L’acqua è fonte di vita. Una vita che, per il regista di Taiwan, si sta ineluttabilmente inaridendo. Fonte Trama

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Versione: DVDRip – Qualità: A.10 – V.10

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Il gusto dell’anguria in Streaming ITA