imm (5)Charlie Berns è un disilluso produttore cinematografico. I problemi familiari e le difficoltà a Hollywood lo spingono sull’orlo del suicidio. A distoglierlo dal proposito funereo è il nipote Lionel, che ha scritto una sceneggiatura su Benjamin Disraeli, lo statista e scrittore britannico nato in una famiglia ebrea. Charlie riesce a trovare una casa di produzione disposta a finanziare il film. Vi lavora l’affascinante e idealista Deidre Hearn. I due, chiamati a collaborare sul set allestito in Sudafrica, si scontrano per opposte visioni del cinema e della vita. Nel frattempo varie peripezie, tra cui il rapimento della star, complicano il progetto di realizzazione del lungometraggio.
Che fine ha fatto Meg Ryan? È questa la prima domanda che sorge spontanea durante la visione di The Deal. Della dolce, romantica e appassionata eroina di City of Angels e C’è post@ per te il film diretto da Steven Schachter conserva solo un pallido ricordo. A dire il vero, la colpa non è dell’attrice, che ce la mette tutta ad apparire convincente nei panni della produttrice in crisi di identità per un lavoro in cui non ha autonomia decisionale e un futuro marito di cui è già stanca. Il problema sta nel film, che si regge debolmente su una sceneggiatura frettolosa e banale.
Il regista (che ha lavorato in televisione come al cinema, spesso collaborando con l’attore William H. Macy) prova a riesumare le brillanti schermaglie d’amore di Harry ti presento Sally, ma il tentativo cade nel vuoto. Meg Ryan e William H. Macy si stuzzicano alacremente prima di finire nello stesso letto, ma i loro battibecchi sono ben lontani dal rievocare la magia frizzantina del corteggiamento tipico degli opposti che fatalmente si attraggono. È vero che Macy è sempre stato a proprio agio nei panni di uomini poco rassicuranti, ma il personaggio interpretato in The Deal risulta persino pedante nella sua ostentazione di superficialità, costantemente infarcita di battutine volgari. Ci si chiede come possa l’elegante e intelligente produttrice sentirsi attratta da un tipo del genere. Se la domanda non trova risposta è perché la sceneggiatura ha mancato l’obiettivo fondamentale di ogni commedia romantica sul modello screwball comedy: rendere credibile ed emozionante una storia d’amore nata da un conflitto. Qui l’evoluzione manca del tutto e si giunge troppo in fretta a un finale scontato.
Gli unici frammenti divertenti e interessanti del film sono legati alla ricostruzione degli isterismi da set: il regista di B-movies che reclama una ripresa d’autore; il giovane sceneggiatore idealista che non è disposto a scendere a patti con le leggi di Hollywood; l’attrice ragazzina che non azzecca una scena; il divo degli action, convertito all’ebraismo, che fa la prima donna e pretende spiritualità da un copione-spazzatura; gli imprevisti dell’ultimo momento risolti con spirito di iniziativa e bizzarra creatività; la contrapposizione tra produttori che sostengono il cinema di qualità e quelli che aderiscono a logiche puramente commerciali. Peccato che questi sprazzi di meta-cinema siano ridotti a mera cornice di una storia d’amore che non fa scintille. Fonte Trama

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Versione: DVDRip – Qualità: A.10 – V:10

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