MissMarzo

La “strana coppia” di adolescenti Eugene e Tucker ha in comune solo un’amicizia di lunga data. Tanto è casto e strenuo promotore dell’astinenza sessuale il primo, quanto il secondo è un erotomane pazzoide assuefatto alla carta patinata di Playboy. La sera del ballo scolastico, dopo aver deciso di consumare la prima volta con la sua ragazza Cindy, Eugene si ubriaca e cade dalle scale. Si risveglia dopo quattro anni di coma e il suo primo e unico pensiero è ritrovare Cindy, che d’improvviso appare nel paginone centrale del nuovo numero di Playboy.
La Playboy Enterprises è in crisi nera. A dircelo non sono solo i dati editoriali a parabola discendente o le recenti notizie di messa in vendita dello storico marchio con il coniglio in smoking, ma anche i suoi più occasionali incontri con il cinema. Se difatti la generosità delle conigliette è stata un tempo capace di attivare un immaginario così solido da stimolarne il coinvolgimento anche nella grande cinematografia (su tutte, la sequenza del playmates show in Apocalypse Now), oggi pare capace di attirare solo un certo pubblico di adolescenti, facendo ricorso alle trame più stantie dei vecchi teen movie riaffidate a giovani comici.
In La coniglietta di casa erano le capacità mimiche di Anna Faris a prendere in carico la più abusata storia di “rivincita dei nerd”; in Miss Marzo sono invece due comici televisivi piuttosto noti in patria con il programma di sketch satirici “The Whitest Kids U Know” a tentare di mettere in pratica l’ennesima variazione del “road trip” e dell’ossessione della perdita della verginità.
Ma la formula a sketch della televisione, lo si dovrebbe aver appreso ormai, non funziona al cinema, così che i due autori-attori cercano di sopperire alla totale assenza di una struttura della trama allungando e assemblando fra loro le varie sequenze preconfezionate del film con un catalogo delle più infime volgarità scatologiche prelevate con rigore enciclopedico da tutte le possibili storie di torte violate, college animaleschi e viaggi cialtroneschi, tutte rigorosamente “American”.
Gag che forse, molti film dei Farrelly fa, potevano portare in sé uno scandalo irridente e, per certi versi, necessario. Ma che adesso ci inducono solo a interrogarci stupefatti sulle ragioni per cui la moderna pop culture americana viva il bisogno (nella commedia come nell’horror) di allargare sempre più l’intervallo fra disgusto e originalità e di colpire sempre più al basso ventre dello spettatore.
La più grande sconfitta è tuttavia tutta per lui: Hugh Hefner. Il grande vecchio che per più di cinquant’anni ha saputo tenere in piedi un modello di vita viziosa ed edonista, proponendo una rivoluzione nel costume sessuale e nel puritanesimo “wasp”, ha venduto l’anima per due soldi e per un’ideologia intrisa di volgarità e moralità, della trivialità più sguaiata e dell’atteggiamento più conservatore. Avvilendo così tutta la storia di uno dei più popolari rotocalchi di controcultura liberal con battute bacchettone e degradanti come: “C’è una coniglietta nascosta in ogni donna”…

 

Versione: Video: DvdRip – Audio: Ac3 – Qualità V:10 – A:10

 

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