In viaggio dall’Inghilterra al ComiCon di San Diego due amici decidono di completare il loro giro americano con un tour dei più noti siti di avvistamento alieni. E proprio in quei deserti avvisteranno un alieno di nome Paul in un incontro ravvicinatissimo. Nonostante l’epiteto cristiano Paul è evoluzionista convinto oltre ad essere il classico extraterrestre dalla pelle grigia e gli occhi allungati, avere tutti i poteri che gli extraterrestri hanno nei film ed essere in viaggio verso il punto di incontro con i suoi simili presso una grande montagna. La motivazione di tutto è semplice: è arrivato negli anni ‘40 e da quel momento ha collaborato come consulente con il governo e l’industria dell’entertainment fornendo spunti narrativi a tutti (Spielberg compreso) in modo che la Terra si abituasse alla sua immagine e non fosse scioccata un giorno dallo scoprirne l’esistenza. Ora però è braccato dai servizi segreti e i due nerd di ritorno dal ComiCon sono la sua unica speranza di ritornare sul suo pianeta.
Assieme a Super 8 di Abrams Paul è il secondo film dell’anno a prendere di petto il cinema di fantascienza di Steven Spielberg e lo fa con l’attitudine già mostrata dal duo Pegg & Frost nei loro esordi cinematografici britannici.
Di L’Alba dei morti dementi e Hot fuzz questo americanissimo Paul ha il modo raffinato di combinare presa in giro e serietà dei personaggi, consapevolezza di come molte regole del genere siano ridicole e amore autentico per tanti dei suoi luoghi comuni (ad esempio lo sguardo speranzoso verso il cielo). A mancare è però Edgar Wright, la parte dietro la macchina da presa del team creativo. E si sente.
Questo esordio americano del duo è infatti diretto da Greg Mottola, regista in grado di distinguersi con Suxbad e Adventureland e a proprio agio con le tematiche dell’amicizia virile e della vita adolescenziale. Due elementi non a caso molto forti in Paul nonostante i protagonisti non siano più adolescenti da tempo.
Se dunque le singole individualità funzionano e sembrano azzeccate è il loro mix a deludere. Nè carne nè pesce, Paul non ha la forza sentimentale delle commedie di Mottola nè la sottile e rigorosa ironia parodistica di Wright (ogni citazione è sovraesposta come una strizzata d’occhio troppo evidente). Diverte ma sembra sempre pronto alla risoluzione più consolatoria.
Una conversione dal bigottismo alla vita libera avviene in meno di una conversazione e ogni personaggio possibilmente negativo ha risvolti positivi se non proprio si rivela uno dei buoni…

 

Versione: BDRip – Qualità Video:9.5 – Audio:10
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