Matteo Gatti è un giornalista televisivo che non ha mai avuto problemi nell’esporsi in prima linea quando lo ha ritenuto necessario per realizzare reportage che mettessero i fatti in primo piano. Una tragedia familiare lo ha colpito: il figlio adolescente in gita a Milano ha assunto una pastiglia di ecstasi ed è morto. Matteo riesce a convincere il suo direttore per la realizzazione di un’inchiesta sul mondo dello spaccio di stupefacenti. Il punto di vista sarà quello degli agenti della Squadra Speciale della Polizia operante a Milano. Matteo fingerà di essere uno di loro e, con l’ausilio di un cameraman, riprenderà documenterà ciò che accade veramente. Nel frattempo sua moglie a Roma vive con angoscia l’attesa di un nuovo figlio.
Il film di Burchielli merita di essere segnalato per il coraggio di una sperimentazione che va oltre il documentario inserendo un attore e una troupe nella quotidianità del difficile lavoro di chi, nella polizia, cerca di contrastare la diffusione degli stupefacenti avendo un’attenzione particolare per i rischi che corre la popolazione più giovane. Purtroppo però il film è come diviso in due. Da un lato c’è la realtà, che viene presentata così come si svolge dinanzi all’occhio delle telecamere nascoste (con i volti dei fermati debitamente oscurati). C’è poi un attore che è sempre stato generosamente pronto a sperimentare e che troppo spesso la critica ha incasellato nel facile schema ‘bello ma non bravo’.
Bova invece dimostra di essere assolutamente all’altezza di un’improvvisazione richiesta dall’evolvere di eventi imprevedibili offrendo un’interpretazione che è al contempo frutto di preparazione e di capacità di rispondere agli eventi.
Ciò che invece stride (a parte una colonna sonora enfatica sin dalle prime battute) è tutta la parte di finzione con le vicende private del giornalista e della sua relazione con la moglie dopo la morte del primogenito. Per quanto verosimili risultano i video che il ragazzo e i suoi amici avrebbero girato durante la gita a Milano all’opposto è melodrammatica e decisamente ‘finta’ tutta la sofferenza a distanza dei suoi genitori. Burchielli è uno dei migliori registi di realmovie che abbiamo in Italia ma dovrebbe lasciare la fiction in altre mani…

 

 

 

Versione: Video: DvdRip – Audio: Ac3 – Qualità V:10 – A:10
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