Rocco ha trent’anni e una vita precaria. Lontano da una famiglia importuna e unito a una compagna pretenziosa, si trascina tra lavori occasionali e il divano, cercando il modo e il denaro per pagare debiti, mutuo e bollette. Una notte corrisponde l’offerta di un impiego ben retribuito e segue l’amico Gianni in una villa fuori città, dove accetta di vigilare il corpo senza vita di Silvia Resti, una giovane donna morta prematuramente. Colpito dalla grazia di quelle spoglie e dal mistero che le circonda, Rocco è deciso a indagare sulla morte della ragazza e a interrogare amici e familiari che affollano la villa in cui è deposta. La notte e la lunga veglia riveleranno a Rocco verità nascoste e un ritorno possibile alla vita.
Opera prima dei fratelli Gentili, Sono viva è un noir che mette in scena la morte e al centro della narrazione un corpo morto. Se la tradizione cinematografica ha “rianimato” i morti nella forma dello zombi o di un fantasma, rappresentandone la bruttezza fatta di putrefazione e orrore, Dino e Filippo Gentili parlano di corpi veri e ne celebrano la bellezza, esorcizzando il terrore per il cadavere. La morte è un soggetto percorso da molto cinema contemporaneo ma il suo sfuggente valore narrativo e il suo intimo potere suggestivo lo rendono uno dei pochi temi sui quali ogni film può aggiungere qualcosa. Se il giallo è una delle tracce (e dei colori) del plot, la vera suspense interessa la solitudine e la precarietà di chi, vivo, misura il proprio amore e la propria forza rispetto al silenzio di chi è ormai al di là del confine.
Al di qua della vita c’è l’operaio introverso di Massimo De Santis, che interagisce con un corpo che ha cessato di essere ma che torna ad agire indirettamente la vita dei vivi. Silvia è il ricettacolo che conserva i pensieri di un padre ingombrante e tirannico, di un fratello debole e guastato, di un fidanzato inadeguato e litigioso. Accomodata nel cuore della scena e in quello dei suoi disturbati familiari, Silvia è indubbiamente viva, è la tessera principale di un elegante, ben congegnato e molto cerebrale mosaico affettivo e psicologico, che ha come esito il ritorno (metaforico) alla vita del protagonista dopo il confronto con la carne di una vita inanimata. Gli sceneggiatori Gentili, promossi alla regia, girano un film di genere che circoscrive l’azione in una casa, o meglio in una stanza della casa, e che misura le alterazioni narrative a partire dalla densa presenza di una dipartita che tutto lascia immaginare.
Morte coniugata al femminile che contagia progressivamente Rocco, finalmente aperto a una rinnovata disponibilità affettiva. Sono viva è un esordio di pregio che colora (di giallo) il cinema italiano, che ha grandi e solide doti (anche per merito degli interpreti), che ardisce “parlare con Lei”, riattivando la potenza del femminile e rendendole giustizia…

 

Versione: DvdRip – Qualità Video:10 – Audio:10
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