L’adolescenza è un multiverso costellato di bulli e cacasotto, gli uni votati alla sempiterna vessazione degli altri, e ognuno di noi nasconde nel segreto della propria memoria un passato nell’uno o nell’altro ruolo. Un periodo della crescita che ogni individuo affronta e supera, ma che poco volentieri si è portati a ricordare.
Da oggi ogni nostra esperienza diventa meno angosciante al confronto con ciò che accade al piccolo Terkel e al gruppetto dei suoi compagni di scuola. Stan e Saki lo prendono in giro di continuo; la sola che lo difende è Doris la chiattona, l’unica cosa che i due teppistelli amano torturare più di Terkel; c’è Jason, il suo unico amico vero, sboccato e cinico, sempre armato di spranga (“tu non sai perché ti può servire ma lei sì”); la mamma, intossicata dalle sigarette; il papà, il cui unico vocabolo è “no”; il supplente Gunnar, macchietta new age animalista; e infine Arnie, professore fricchettone che veglia su tutti. Quando lo zio Stewart, alcolizzato pazzoide, gonfia di botte Stan e Saki, Terkel è costretto a subire una rappresaglia di soprusi e insulti, che presto sfociano in minacce pesanti. Ma sono davvero i due piccoli bastardi a minacciare Terkel?
Tratto da un serial radiofonico danese di Anders Matthesen, che nella versione originale doppiava tutti i personaggi, Terkel si impreziosisce nell’edizione italiana delle voci di Elio e delle sue Storie Tese, nonché di Simone D’Andrea, Lella Costa e Claudio Bisio (col suo “no” imperituro), anche se la palma d’oro se l’aggiudica Faso che al suo Jason fa sputare memorabili fiori avvelenati.
È un universo complesso e impenetrabile quello di Terkel e compagnia, fatto di pugni, sputi, insulti, linguaggio scurrile, effimere alleanze, vili voltafaccia, totale incomunicabilità col mondo adulto. Ma è probabilmente più reale di quanto si possa supporre, e a decretarlo è l’immenso successo che questo piccolo gioiello danese sta accumulando in giro per il mondo. Certo, l’animazione non è superlativa, ma è una carenza ben compensata dai personaggi che dimostrano tutta la solidità del rodaggio fatto in radio: aspetti comunque secondari rispetto alla prorompente verve dissacrante di un film che potrebbe meritare parimenti il divieto tanto ai minori quanto ai maggiori di 14 anni. Perché spesso quell’età segna il confine tra due mondi che sono completamente incapaci di comunicare, situazione che uno dei due si ostina a voler risolvere con la censura. Indovinate quale?…

 

 

Versione: DvdRip – Qualità V:10 – A:10
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Terkel in Trouble in Streaming ITA