toto le mokoPépé le Mòkò è un terribile bandito, capo dalla fama quasi leggendaria della Banda di Algeri. Antonio Lumaconi è un suonatore ambulante napoletano, che sogna da sempre di poter dirigere una propria banda musicale mentre nella quotidianità si vede ridotto a far da “orchestra vivente” (resa umoristica dall’impareggiabile arte mimica di Totò) per sbarcare il lunario. Le loro strade apparentemente così lontane s’incrociano a causa della morte di Pépé: i banditi infatti alla ricerca di qualcuno che fosse realmente degno di prenderne il posto, si mettono in contatto con Antonio in virtù della comune discendenza dalla famiglia Lumaconi. Interpretando la richiesta dei briganti come l’invito a dirigere una banda musicale, Antonio va ad Algeri dove una volta scoperta la verità, non gli resterà che far buon viso a cattivo gioco, per essere alla fine ricompensato dalla sorte che esaudirà nella sua Napoli quello che è stato il suo desiderio di una vita. In virtù di una ben congegnata commedia degli equivoci, i primi trenta minuti della pellicola si rivelano davvero esilaranti. Merito della sceneggiatura aver sfruttato sapientemente la semantica delle parole nella loro ambiguità: “banda di elementi, opera, programma, fughe, gazza ladra, tromboni” e via discorrendo. Peccato che il culmine della comicità così presto raggiunto dal film con altrettanta velocità finisca per dileguarsi: non appena l’equivoco è svelato, ha inizio una sarabanda di gag d’azione dall’esito facilmente prevedibile. Si susseguono varie rincorse fra inseguitori e inseguiti e scontri che spesso sembrano gratuiti o svuotati di significato, perché mancando un’autentica componente di conflitto che tenga alta la posta in gioco il tutto rischia di ridursi a puro gioco infantile. Confinati in questo tipo di umorismo restano anche altri elementi: un esempio di tipo narrativo è il filtro magico dei superpoteri, strumento dalle mille potenzialità se ben sfruttato – come accade nelle fiabe – ma in questa pellicola ridotto a ben poca cosa; un esempio invece più cinematografico in senso tecnico è fornito dall’impiego di effetti speciali smaccatamente finti, come accade per mettere in scena la straordinaria forza fisica di Antonio nel mettere al tappeto tutti gli avversari nel corso di un ballo. In una vicenda raccontata attraverso un ritmo già di per sé dispersivo certo non aiuta l’inserimento di battute provenienti dai contesti più disparati e tutto sommato poco pertinenti nel discorso: da Miss Italia alla politica alle citazioni autoreferenziali come «Siamo uomini o caporali?». Un ulteriore elemento di debolezza è racchiuso nella commistione di ambientazioni che ben poco hanno a che vedere l’una con l’altra, come è il caso di Napoli e Algeri: i collegamenti restano labili e artificiosi e Totò, benché dotato di una comicità che varca le frontiere, non può che dare il suo meglio in patria…

Versione: DVDRip – Qualità: A.10 – V.10

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Totò le Mokò in Streaming ITA