Transamerica

Bree è un transessuale. Alla vigilia dell’intervento chirurgico che la ridefinirà sessualmente, scopre di avere un figlio, Toby, nato vent’anni prima dal suo unico rapporto eterosessuale. La psicoterapeuta, che prepara Bree a “passare” alla sua nuova condizione sessuale, la costringe a confrontarsi con il ragazzo e con il passato. In caso contrario le negherà l’autorizzazione legale a procedere con l’operazione. Toby, intanto, arrestato per droga e prostituzione, ha bisogno di un padre. Abusato dal patrigno e precocemente orfano di madre, il ragazzo conduce una vita dissipata e promiscua. Sarà Bree a pagare la cauzione e il riscatto per una vita migliore, conducendo Toby in un viaggio di formazione attraverso l’America.
Il film di Duncan Tucker, al suo esordio cinematografico, non ci narra la vita di Bree ma soltanto una parte del suo viaggio. È il racconto di un ritorno, di un riconoscimento, quello di un padre e di un figlio, necessario perchè la vita di entrambi possa procedere. Bree cerca un corpo che anatomicamente corrisponda il corpo vissuto, il sentimento di quel corpo. Toby è alla ricerca di un padre per poter esistere e crescere, per sviluppare se stesso secondo quel modello. Ma perchè avvenga il riconoscimento di Bree da parte del ragazzo sarà la stessa protagonista a doversi determinare e non solo sessualmente. La famiglia di Bree, che non si è mai piegata a quel figlio che sogna di essere una figlia, ne ha plasmato il corpo sociale secondo rappresentazioni culturali più tradizionali. A quel corpo culturalmente modellato nell’apparenza e nell’espressività, Bree si è sempre ribellata fuggendo lontano. Ma per “andare” (avanti) adesso ha bisogno di “tornare” (indietro). E la protagonista potrà dirsi tornata soltanto superando le avversità del viaggio, il figlio e l’uomo che non è più, ma anche quelle dell’arrivo, i genitori e la donna che non è ancora. Alla fine Bree rioccuperà il posto lasciato partendo. Questa volta come donna e come madre. Felice e superlativa l’interpretazione di Felicity Huffman che il doppiaggio italiano renderà afona togliendo allo spettatore tutta la bellezza della trasformazione vocale raggiunta dall’attrice…

 

 

 

 

Versione: Video: BDRip – Audio: Ac3 – Qualità V:9.8 – A:10
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