Louis Ives è un giovane insegnante di letteratura presso un liceo a Princeton, con un grosso problema di timidezza e un’ossessione per la biancheria intima femminile. Dopo esser stato sorpreso dalla direttrice dell’istituto a indossare un reggiseno, Louis decide di trasferirsi a New York per trovare una vocazione artistica ed esplorare la sua identità sessuale. A Manhattan, trova un alloggio nel minuscolo appartamento di Henry Harrison, un eccentrico intellettuale di mezza età che sostiene di aver scritto un’unica grande opera teatrale nella vita e che questa gli sia stata sottratta dal precedente coinquilino. A poco a poco, Louis rimane sempre più intimorito ma stranamente affascinato dalle strane abitudini del suo padrone di casa, che dimostra di essere uno spiantato misogino di mentalità reazionaria, frequentatore dell’alta società newyorkese grazie al suo ruolo di accompagnatore per donne anziane ed estremamente facoltose.
La grande narrativa americana si serve spesso della focalizzazione interna, di una visione e descrizione del mondo costruita a partire da un narratore che racconta in prima persona gli eventi di cui è osservatore silenzioso e affidabile testimone. L’ideale, dichiarato, di Un perfetto gentiluomo è quello della letteratura di Henry James o di Nick Carraway ne “Il grande Gatsby” di Fitzgerald: utilizzare un personaggio come una macchina fotografica per catturare le abitudini di un ambiente sociale, direzionando lo sguardo verso un personaggio istrione e carismatico. È il grande testimone che la letteratura americana ha lasciato al cinema classico (che ha sempre preferito la voce narrante di un comprimario-spalla a quella di un protagonista-eroe); ma è anche, in qualche modo, la cifra stilistica che la coppia di registi newyorkesi Robert Pulcini e Shari Springer Berman ha adottato in ogni film per raccontare un preciso contesto sociale. In American Splendor le tavole a fumetti autobiografiche di Harvey Pekar aprivano alla vita della gente comune di Cleveland, Ohio. Con Il diario di una tata, lo sguardo da giovane antropologa di Scarlet Johansson esplorava l’Upper East Side newyorkese dei bambini viziati e dei genitori ricchi, distratti e autoindulgenti. Un perfetto gentiluomo si serve invece dello sguardo ingenuo e confuso di Paul Dano per guardare agli intellettuali scrocconi dell’Upper West, artisti squattrinati ma troppo invecchiati e conservatori per poter rinunciare alle serate di opera o alle vacanze invernali a Palm Beach. Fonte Trama

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Versione: DVDRip – Qualità: A.10 – V.10

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