imm (17)Yuri ha paura di tutto. Dei maestri a scuola, dei genitori, della nonna e del buio della notte. L’unico a dargli fiducia è il pupazzo Cappellaccio, un Grillo Parlante di pezza con la vocazione del missionario e l’audacia dell’eroe. Rintontito dalle eccessive sgridate della madre-padrona e dagli attacchi di panico del padre balbuziente, trascorre una giornata litigiosa in casa della nonna fintamente malata. Di ritorno verso casa, percorrendo una stradina sconnessa, la famiglia ha un incidente in macchina. Yuri, il solo a rimanere indenne, per salvare mamma e papà, dovrà correre a chiamare aiuto, attraversando una selva abitata da spettrali presenze e dal leggendario Fantasma del Bosco, un orco misterioso dagli occhi lucenti e dalle braccia mostruose.
Tutti i racconti di formazione hanno alla base la stessa premessa: chi ha ancora in embrione la (in)certezza della maturità vuole superare le proprie paure infantili per diventare più libero e forte, trovando un modo personale per confrontarsi con le difficoltà della vita. In Zero Zero gli ostacoli da superare sono quelli di un dolce bambino, ‘incompreso’ solitario che cerca la luna, osserva stelle e spazi aperti, ma non oltrepassa l’uscio della cameretta. Protetto dall’affetto di Cappellaccio, amico immaginario che dispensa buoni insegnamenti e lungimiranti precetti, Yuri astrae il suo inconscio spaventato e lo sublima in fantasie ricorrenti, concentrando tutte le varianti del terrore nella figura del Fantasma del Bosco. La sua evoluzione esistenziale rielabora così i passaggi di una favola a lieto fine, rendendoli cupi e mai totalmente innocenti.
Il tratto nero dei disegni è semplice, non si contorce in virtuosismi fascinosi ma si svuota del superfluo; anche la scelta di usare, di sequenza in sequenza, il bicromatismo, emulando le ombre del bianco e nero e riempiendole di una sfumatura nuova, unico guizzo di colore in una scenografia rarefatta e smunta da barocchismi, risponde ad un’esigenza più generale di minimalismo estetico. Marco Pavone, forte dell’esperienza passata (come autore di videoclip musicali e fumettista per la Disney), ha il pregio di coniugare con accuratezza classicismo e innovazione: il disegno a mano segue l’impostazione europea, predilige la sottrazione all’aggiunta, mentre la tecnica di animazione sfrutta la computer graphic tridimensionale, una delle tecnologie più moderne del cinema fantastico. La musica di Tchaikovsky, riarrangiata elettronicamente, avvolge infine la parte più avventurosa della storia (quella all’interno della boscaglia) di un manto serioso, smorzato solo dalla galleria di espressioni del giovane protagonista, un adorabile portatore sano di piccole nevrosi universali. Fonte Trama

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Versione: DVDRip – Qualità: A.10 – V.10

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